Dimagrimento: tra salute ed estetica

dimagrimento è il processo di riduzione del grasso corporeo e, talvolta, anche di massa magra. Il dimagrimento può avvenire in modo fisiologico, in modo programmato o in modo patologico.

Il dimagrimento fisiologico può essere dovuto ad un miglioramento nello stile di vita dell’individuo e dunque a:

  • aumento dell’attività fisica;
  • miglioramento della qualità dell’alimentazione;
  • diminuzione delle porzioni degli alimenti.

I fattori precedenti sono gli stessi che vengono modificati nell’ambito del dimagrimento programmato, effettuato attravrso una dieta per dimagrire. In un programma alimentare di dimagrimento ben strutturato, infatti, è necessario modificare lo stile di vita in senso più salutare.

Il dimagrimento fisiologico è però anche dovuto alla vecchiaia e, nell’ambito del dimagrimento fisiologico, rientrano anche situazioni non chiaramente patologiche come un dimagrimento veloce indotto da fattori ambientali ed emotivi, ad esempio dalla ridotta disponibilità di cibo o il dimagrimento da stress. In questi casi si prefigura una situazione che andrebbe controllata per evitare carenze nutrizionali e garantire la buona salute dell’individuo.

Il dimagrimento può avvenire a seguito dell’adesione ad un regime alimentare idoneo alla perdita di peso o per altre cause. Alcune di queste ultime sono patologie croniche, che spesso provocano:

  • inappetenza;
  • nausea;
  • vomito;
  • difficoltà di diverso tipo ad alimentarsi;
  • problemi con l’assorbimento dei nutrienti e la loro utilizzazione;
  • perdita di grandi quantità di glucosio con le urine in caso di diabete scompensato

Tra i fattori che ostacolano il dimagrimento vi sono:

  • abitudini alimentari scorrette;
  • sedentarietà;
  • disfunzioni ormonali.

Per dimagrire e acquisire una condizione di magrezza, occorre un vero e proprio programma di dimagrimento, che non si basI solo su di una dieta per dimagrire, ma include il miglioramento dello stile di vita generale attraverso la promozione dell’attività fisica, anche leggera. Importante è capire cosa mangiare cosa non mangiare per evitare squilibri nutrizionali.

Le diete per dimagrire sono regimi alimentari ipocalorici che devono essere formulati in modo specifico per ciascun individuo, poiché occorre tenere in considerazione diversi parametri sia antropometrici sia biochimici e clinici. Una buona dieta per perdere peso non prevede mai un dimagrimento improvviso ma una perdita graduale del peso con grande attenzione a modificare permanentemente il proprio stile alimentare e di vita.

L’obiettivo di una dieta per dimagrire è quello di ridurre la massa grassa nella giusta quantità utile a garantire il benessere dell’individuo, senza provocare perdite nella massa magra.

Nel corpo umano si possono distinguere due tipi di grasso:

  • sottocutaneo o ginoide più frequente nel sesso femminile;
  • viscerale androide, più frequente nel sesso maschile e associato al rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Diete sconsiderate, improvvisate e/o non basate sulle evidenze scientifiche potrebbero non essere efficaci né nel perdere peso né nel mantenere l’eventuale peso ideale raggiunto. Inoltre, potrebbero causare altri problemi di salute.

Da evitare:

  • saltare i pasti, digiunare o mangiare troppo poco (dieta per dimagrire eccessivamente ipocalorica);
  • fare allenamenti che interessano solo alcune aree corporee (il dimagrimento localizzato non esiste);
  • eliminare completamente i carboidrati e consumare solo cibi proteici, poiché si crea un’alterazione del metabolismo.

Ritenzione idrica, Don't Worry!

Arriva la bella stagione e con i primi caldi ti capita di avere gambe gonfie e doloranti? Si tratta della tendenza dell’organismo di trattenere i liquidi. Questi ristagnano prevalentemente nelle zone più predisposte all’accumulo di grasso, come cosce, addome e glutei. La ritenzione idrica ha come sintomo principale l’edema, cioè un rigonfiamento dei tessuti a causa dell’eccesso di liquidi. Ma si possono manifestare anche altri sintomi quali:  gonfiori localizzati soprattutto nelle gambe e nelle caviglie; rigidità articolare; oscillazioni di peso anche durante la stessa giornata, per cui la taglia indossata al mattino non coincide con quella indossata la sera.

Quando il sistema linfatico ha bisogno di un aiuto La ritenzione idrica e il ristagno dei liquidi sono il segno che il sistema linfatico non lavora come dovrebbe. La linfa scorre dalla periferia verso il cuore attraverso i vasi linfatici e i linfonodi. Il suo scopo è quello di difendere l’organismo da batteri, virus e corpi estranei che rappresentano una minaccia. Inoltre, la linfa trasporta gli ormoni e assicura l’eliminazione dei rifiuti e delle tossine accumulate dall’organismo. Se però il sistema linfatico si ingolfa, può avere difficoltà a smaltirle. E come fa a ingolfarsi? Succede perché il sistema linfatico funziona con i movimenti del corpo, le contrazioni muscolari e dei vasi che permettono il flusso della linfa. Una vita troppo sedentaria e la compressione dei vasi sanguigni impediscono alla linfa di fluire liberamente. Che non è più in grado di eliminare le tossine e di svolgere il proprio compito. Ma la ritenzione può anche essere la conseguenza di una intossicazione dell’organismo. Quando le tossine diventano troppe e l’organismo non le riesce a eliminare, per non creare ulteriore danno, le immagazzina nel connettivo. E trattiene l’acqua per diluirle e far in modo che queste non diventino troppo pericolose per i vari distretti dell'organismo.

Le cause della ritenzione idrica Da cosa è causata la ritenzione idrica? Fra le cause più comuni ci sono: gli squilibri ormonali, causati da: assunzione della pillola anticoncezionale, gravidanza, sindrome premestruale e livelli di progesterone inadeguati rispetto agli estrogeni; la stipsi; il fumo e gli alcolici; la vita sedentaria; le malattie cardiache o renali; il sovrappeso; stare troppo in piedi indossando tacchi alti; i lunghi viaggio in aereo; la cattiva circolazione sanguigna che a sua volta coinvolge anche il sistema linfatico; l’alimentazione squilibrata, troppo ricca di sale, cibi salati e grassi. Migliora lo stile di vita per eliminare la ritenzione idrica A volte può bastare aggiustare lo stile di vita per migliorare la ritenzione idrica.

L’attività fisica è importante per tenere in salute il sistema linfatico e per rafforzare il sistema venoso. Non serve strafare, basta anche una passeggiata di 30 minuti al giorno. Fumo e alcol, per contro, dovrebbero essere limitati o, meglio, evitati. A tavola possiamo fare tanto per limitare i danni della ritenzione idrica e, soprattutto, per non aumentarla. Limita l’uso di sale. Il sale non andrebbe mai usato fuori cottura. Puoi sostituirlo con un acidulato oppure con del gomasio.

Evita anche cibi ricchi di grassi e gli zuccheri. Preferisci invece frutta e verdura che contengono potassio e magnesio. Trovi questi due minerali in: anguria, cetrioli, cipolle, pomodoro. Ci sono poi alimenti che favoriscono la diuresi, come ad esempio: carciofi, finocchi, zucchine, melone, ananas, pesche e fragole. Anche un corretto apporto di vitamina C è importante perché favorisce la formazione del collagene e protegge i vasi. La trovi negli agrumi, nei frutti di bosco, nei kiwi, nei cavoli, nei peperoni, negli spinaci. I frutti rossi e i frutti di bosco contengono bioflavonoidi che migliorano la circolazione sanguigna. Bevi anche molta acqua.

Sembra un controsenso, ma per eliminare l’acqua serve… l’acqua. In questo caso è indicata un’acqua che stimola la diuresi a basso contenuto di sodio e calcio. Anche le tisane, purché non zuccherate, vanno bene


Forfora: non solo un problema estetico

La forfora è un disordine cronico comune del cuoio
capelluto che è caratterizzato dallo sfaldamento dell'interfaccia del cuoio
capelluto.  Mentre le cellule epiteliali muoiono, sono sparse dalla
superficie del cuoio capelluto.  Per qualche gente, tuttavia, l'eccessivo
sfaldamento si presenta, con conseguente forfora.

La forfora può avere parecchie cause. 
L'interfaccia asciutta è solitamente la maggior parte della causa comune e le
persone sono probabili ottenere le toppe di interfaccia asciutta altrove
sull'organismo.  Ciò può diventare spesso peggio nei periodi invernali
dovuto peggioramento dal riscaldamento dell'interno quali i radiatori.
Determinate malattie della pelle possono essere una causa della forfora, quali
dermatite seborroica, eczema e perfino la psoriasi.  L'allergia o la
sensibilità agli sciampi ed alle tinture per capelli può anche essere una
causa.  Occasionalmente, la crescita eccessiva di un fungo conosciuto come
Malassezia può contribuire al problema.

Un'indagine unita recente ha mirato ad esaminare
l'emergenza psicologica potenziale che può essere causata dalla forfora. 
Sopra 350 persone sono stati intervistati ed i loro punti di vista sono stati
collazionati.

  • 73% dei
    dichiaranti ha detto che li ha incitati a ritenere meno attraenti
  • 20% ha
    reclamato la circostanza aveva provocato loro che sono oppressi e che
    ricevono l'abuso verbale
  • 72% aveva
    provato a nascondere il loro stato da qualcuno per esempio amici, partner
  • più di un
    terzo hanno ammesso ad evitare una situazione sociale su uno o più
    occasione dovuto la loro forfora

I pazienti possono essere ritirati
socialmente e rifiutare di partecipare alle attività quotidiane di normale
dovuto questi fattori che propagano l'auto-immagine negativa.

Che parere
esprimereste a qualcuno che soffre dall'emergenza emozionale dalla forfora?

Non soffrite nel silenzio, contattate i migliori esperti per comprendere se la vostra forfora sta causando l'emergenza psicologica. 


Quello che non sai sull'Alopecia

Il
termine Alopecia indica una problematica estremamente diffusa tra la
popolazione, legata alla perdita e mancata ricrescita
di capelli (o peli) in un’area dove sono normalmente presenti. L’alopecia può
essere classificata in diverse tipologie: androgenetica e areata. La forma più
comune risulta essere l’alopecia androgenetica, comunemente nota come calvizia,
che colpisce l’80% degli uomini e il 40-50% delle donne, in modo particolare dopo
la meno pausa. Generalmente negli uomini si manifesta con un diradamento
progressivo dei capelli che parte dalle tempie, per poi estendersi in tutto il
cranio; nelle donne, invece, il diradamento è diffuso e parte dalla parte alta
della testa. Le cause sono ormonali: la malattia è infatti dovuta
all’eccessiva sensibilità dei follicoli piliferi agli ormoni androgeni, che porta i capelli
a indebolirsi e diventare peli.

L’Alopecia areata si manifesta invece con una caduta parziale o
totale dei peli, capelli, ciglia e sopracciglia ed è riconosciuta come una
malattia autoimmune. La causa è
una predisposizione genetica,
e la malattia insorge soprattutto durante l’infanzia o in giovane età, quando
le difese immunitarie hanno uno sconvolgimento.

Un’altra forma, molto più comune, ma
fortunatamente benigna, è la telogen
effluvium, una malattia che colpisce la gran parte dei soggetti, che si
manifesta con una caduta periodica dei capelli causata da diversi fattori
quali: dimagrimento improvviso, interventi chirurgici o trattamenti
farmacologici.

La valutazione di una forma di alopecia implica innanzitutto una visita
dermatologica e l’esecuzione di esami tricologici specifici, che consentono di
valutare in un campione di capelli lo stadio evolutivo prevalente ed eventuali
alterazioni strutturali degli steli e dei bulbi piliferi. Nei casi più acuti anche l’aiuto
psicologico di un medico specializzato potrebbe rivelarsi utile per attutire il
trauma.


Capelli secchi? Ecco cosa fare, i possibili trattamenti e rimedi naturali per capelli sfibrati

I tuoi capelli sono disidratati sfibrati e hanno perso
lucentezza? Doppie punte continuano ad apparire?

Scopriamo assieme perché i capelli diventano più delicati
e come prendersene cura.

Non tutti sanno che i capelli sono
protetti 256 strati di cellule disposte a tegola. Questi strati rappresentano
una vera e propria barriera protettiva per il capello. Se questo strato è
compatto, il cappello risulta lucido, vitale e resistente. Se lo strato
protettivo si assottiglia,  il capello  perde subito lucentezza e si
sfibra più facilmente, dando successivamente origine anche alle tanto note
“doppie punte”.

Perché si “seccano “ i
capelli?  ecco le principali cause

Non dovete considerare i capelli come un tessuto
morto, ma invece sono classificati come un tessuto molle e rappresentano una
vera e propria estensione del nostro corpo. I capelli secchi non sono una
malattia, ma un potenziale segno di uno squilibrio organico.

  • Ambienti caldi e poveri d’umidità
  • squilibri nutrizionali o carenze vitaminiche possono creare problemi di secchezza i capelli e quindi fondamentale prestare attenzione all’alimentazione.
  • l’utilizzo di sostanze chimiche aggressive sui capelli, eccessivi lavaggi con shampoo ricchi di tensioattivi aggressivi o composti da ingredienti di scarsa qualità
  • l’utilizzo prolungato di tinture permanenti possono danneggiare i capelli e renderli opachi e sfibrati.
  • Utilizzo di phone o la piastra per capelli in modo intensivo possono ottenere lo stesso effetto.
  • L’acqua marina e un frequente contatto con l’acqua delle piscine ricca di cloro possono a lungo andare a danneggiare i capelli.

La cura del capello
parte dell’alimentazione

L’eccessiva acidificazione corporea danneggia i capelli per approfondimenti su delicato equilibrio acido base.

Le sostanze nutritive più utili per mantenere i
capelli lucenti sono:

  • Aminoacidi solforati, ( metionina, cisteina, cheratina )
  • Vitamine ( vitamina E Vitamina B8 Vitamina C),
  • Zinco ed il Silicio sono i minerali più utili per il capello
  • Acidi grassi insaturi sono l’olio di pesce e l’acido gamma linolenico
  • le vitamine A E D e la biotina.

Come trattare i
capelli secchi e sfibrati.

Non usare shampoo e prodotti di scarsa qualità. Per
ridare morbidezza luminosità i capelli si può ricorrere l’utilizzo di impacchi
e maschere a base di semi di lino oli e burri vegetali nutrienti ed emollienti.

I tre oli vegetali più efficaci per trattare i capelli
secchi.

  • olio di argan
  • olio di cocco
  • burro di karite

E tu quale proverai?


ACNE: Non solo un problema adolescenziale

PHOTOGRAPHED BY SOPHIE HARRIS-TAYLOR

L’acne è una comune malattia della pelle che si manifesta
nello strato intermedio del derma, con la comparsa di una serie di eruzioni
cutanee. I follicoli piliferi, che avvolgono la radice del pelo, hanno annessa
una ghiandola che produce sebo, grasso che protegge la pelle rendendola
maggiormente elastica. Se le ghiandole secernono troppo sebo però, il grasso si
accumula con conseguente creazione di un ‘tappo’ che intrappola batteri e
cellule morte. I brufoli, che si formano dunque nel momento in cui i follicoli
piliferi sottocutanei si occludono, possono comparire in varie parti del corpo
tra cui: viso, schiena, collo, torace e spalle.

Sono diverse le tipologie di acne
esistenti. La più diffusa è quella giovanile, che colpisce generalmente l’80%
dei soggetti di età compresa tra gli 11 e i 30 anni, dovuta a scompensi
ormonali, o quella cistica, caratterizzata dalla presenza di noduli e cisti di
grandezza variabile tendenzialmente manifestabili su viso e tronco.

Diverse sono anche le cause alla base
dell’insorgenza dell’acne, principalmente:

- Cause batteriche: l’ostruzione dei pori
cutanei può favorire la proliferazione di un battere che provoca infiammazioni
con conseguente comparsa di brufoli

- Squilibri morali: le concentrazioni
ormonali possono variare in fase premestruale, durante il ciclo o in
gravidanza, comportando squilibri anche a livello cutaneo.

-Stress: eccessive ansie e preoccupazioni
possono, in alcuni casi, peggiorare il quadro clinico dell’acne.

-Alimentazione: l’acne può scatenarsi
anche a causa di intolleranze alimentari, o dal consumo eccessivo di cibi
grassi. I più comuni atti a provocare questo tipo di disturbo sono: il
formaggio, la farina e il frumento. È consigliato mantenere una dieta
equilibrata, introducendo alimenti quali la frutta e la verdura per ridurne la
comparsa.

Nella lotta contro l’acne è importante condurre uno stile di vita appropriato: fare attività fisica e eseguire un regime alimentare il quanto più sano possibile. Scegliere carboidrati a basso contenuto glicemico ed evitare gli zuccheri raffinati, può alleviare la comparsa di infiammazioni cutanee.